Buon compleanno USA: Unsung Italian heroes. Charles Paterno (Hudson Valley, New York)
Author: We the Italians Editorial Staff
Charles Paterno, il Napoleone dei costruttori di grattacieli
Canio Paternò, conosciuto negli Stati Uniti come Charles Vincent Paterno, nacque nel 1878 a Castelmezzano, nel cuore della Basilicata. Il padre Giovanni era muratore e aveva intuito che l’America offriva possibilità impensabili nel Mezzogiorno italiano di fine Ottocento. Dopo essere emigrato a New York, fece arrivare la famiglia qualche anno più tardi.
Dotato di intelligenza vivace e determinazione, Canio studiò fino a laurearsi in medicina alla Cornell Medical School. Tuttavia, la morte del padre lo spinse a cambiare strada: abbandonò la carriera medica per dedicarsi all’edilizia insieme al fratello Joseph. Da quell’intuizione nacque una delle più importanti realtà immobiliari della New York del primo Novecento. Paternò fu soprannominato “il Napoleone dei costruttori di grattacieli di Manhattan” per la sua capacità di progettare e realizzare edifici innovativi, funzionali e pensati per la crescente classe media americana. Queste costruzioni non erano solo edifici abitativi, ma veri e propri simboli dell’evoluzione di New York da città operosa a metropoli moderna. Si stima che le costruzioni dei Paterno arrivarono a ospitare decine di migliaia di persone in oltre settantacinque palazzi tra Upper East Side, Morningside Heights e Washington Heights.
Ma è nel rapporto con il fiume Hudson e con la regione che oggi chiamiamo Hudson Valley che emerge una dimensione più personale e simbolica della sua storia. Negli anni Venti, quando Washington Heights era ancora un’area in trasformazione, Paternò acquistò un vasto terreno affacciato sull’Hudson River. Lì fece costruire una residenza spettacolare: un castello in stile europeo, con torri, merlature e dettagli che richiamavano le architetture medievali italiane.
Il cosiddetto Paterno Castle dominava il paesaggio, visibile anche dal New Jersey e dalle imbarcazioni che risalivano il fiume. Non era solo una dimora privata, ma una dichiarazione di identità. In quella costruzione si riflettevano le radici lucane di Paternò, il desiderio di portare un frammento di Europa sulle rive dell’Hudson e di affermare il successo raggiunto dopo un’infanzia segnata dall’emigrazione. Il castello diventò un punto di riferimento visivo per l’area e contribuì a caratterizzare l’immagine residenziale di Washington Heights.
La scelta di edificare in quella zona non fu casuale. Paternò intuì il potenziale panoramico e immobiliare delle alture affacciate sul fiume. Sviluppò complessi residenziali che valorizzavano la vista sull’Hudson, integrando spazi verdi e soluzioni architettoniche moderne. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1946, il castello fu demolito nel 1938 per lasciare spazio a Castle Village, un complesso di appartamenti che ancora oggi occupa quell’area e continua a offrire una delle vedute più suggestive sull’Hudson River e sul George Washington Bridge.
L’impatto di Paternò sulla Hudson Valley non si misura soltanto nell’architettura, ma anche nella trasformazione sociale del territorio. Le sue costruzioni contribuirono a rendere accessibili zone prima marginali, favorendo la nascita di comunità stabili e ben collegate al resto della città. L’attenzione al paesaggio, alla luce e alla qualità abitativa anticipava una concezione moderna dell’urbanistica residenziale.
La sua eredità è ancora visibile lungo le rive dell’Hudson: edifici solidi, complessi armoniosi, scorci panoramici che continuano a definire l’identità di Washington Heights e dell’area settentrionale di Manhattan, parte integrante della grande regione della Hudson Valley.
